Chernobyl 20 anni dopo

22 aprile 2006

Il 26 Aprile 1986 avveniva la tragedia di Chernobyl. Venti anni dopo, in un contesto dove si torna a parlare e a discutere con insistenza dell’opzione di costruire nuove centrali nucleari anche in Italia, è bene fermarsi a riflettere su cosa è stato Chernobyl e su quanto, anche per il terrorismo, potrebbe succedere di nuovo.

Internet ci aiuta a ricordare e a pensare con numerosi siti dedicati a Chernobyl. VerdeNatura ve ne segnala alcuni.

Il rischio nucleare si somma al rischio terrorismo secondo l’Oxford Research Group. In un rapporto, rilanciato da CNN, si afferma che un attacco contro i 14 serbatoi di materiale nucleare del centro di riprocessamento di scorie di Sellafield nel Regno Unito potrebbe provocare fino a 210.000 morti.


L’attualità del tema è inoltre testimoniata dal numero crescente di articoli pubblicati sui blog di tutto il mondo, come testimoniano le statistiche di Technorati, il motore di ricerca specializzato per i blog.

Articoli che contengono la parola Chernobyl ogni giorno negli ultimi 30 giorni.
Technorati Chart

Commenti

  1. benito... scrive:

    dio merda….
    cinesi del cazzo….
    nel 45 da livorno in giù eran tutti bottoni

  2. Enzo Bocchio scrive:

    “Se tu credi che il carbone scaldi meglio, é un abbaglio”………mentre le ombre cinesi e la magia della luce raccontate con voce suadente da uno dei tanti contastorie, sono puttanate per coprire di lustrini la sifilide d’ uno dei gioielli dell’ industria dello stato italiota.
    La “magica” enel infatti, operando in regime di monopolio sul territorio italiano, non si cura di sperperare miliardi in spot televisivi per mostrarci quant’ é bella e virtuosa e, se poi, per esercitare le sue virtù, un po’di poveri cristi dovranno crepare di leucemia, linfomi o altre simpatiche complicanze, non essendo voci da riportare in bilancio, non interessano all’ ineffabile benefattrice.
    Per contro, la nostra si straccia le vesti pensando al destino cinico e baro che dovranno subire i bravi lavoratori che non avranno più lavoro se non andranno a buon fine le modifiche che permetteranno agli alambicchi di bruciare carbone, un carbone magico e pulito ovviamente, che costerà poco e farà guadagnare tanto e se, per questo, si dovrà compromettere l’ equilibrio ecologico e socio-culturale di mezzo Lazio, Roma compresa, le conseguenze non sono degne di considerazione per una fata che possiede la magia della luce.
    Quanto sopra é ciò che sta accadendo, non é uno spot o una novella di Benni, é la vita che la gente dell’ alto Lazio si trova a doversi guadagnare contro una lobby d’accattoni affaristi, interessati solo all’ “affare carbone”, prescindendo bellamente dal problema energetico che, nella disponibilità di certe fate, sta portando al pettine gli inevitabili nodi.
    Se il trascorrere del tempo ha un senso, se la storia e l’ esperienza hanno un qualche valore, perché oggi uno stato dovrebbe permettere ad un ente di fagocitare un territorio contro ogni risultanza
    scientifica, economica ed etica? Quali superiori interessi possono giustificare certe assudità?
    Per quanto sopra non chiedo una risposta ma un interessamento concreto ed efficace, per ciò che può essere nelle possibilità di ciascuno.

  3. MICHELE scrive:

    kri ti amo…w la fica…cinesi e romeni al rogo.. legalizzate l’haschisc

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